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Di cosa sono fatti i padiglioni di Expo 2015? Quanta innovazione c’è stata da parte dei progettisti e delle aziende? A 40 giorni dall’apertura del grande evento, è stata inaugurata al Made Expo (fiera dell’edilizia, dell’architettura e del design dal 18 al 21 marzo a Milano) la mostra “Building The Expo” che si concentra sulle fasi del processo ideativo e realizzativo del cantiere dell’area espositiva, e analizza 31 padiglioni attraverso disegni, schizzi, schemi di montaggio, campioni e prototipi accompagnati da video e foto di cantiere.

«Dalla raccolta di questi semilavorati progettuali e costruttivi – racconta Luisa Collina, delegato del rettore del Politecnico di Milano per Expo e curatore della mostra – emerge un insieme di soluzioni ampio e variegato. Ci sono strutture essenziali e fondate su pochi elementi di base; altre sono più complesse e mescolano tecnologie e materiali diversi; in alcune prevale un ingrediente principale che identifica in modo chiaro il carattere di queste architetture effimere, in altre i sapori risultano meno netti e forse incontreranno più facilmente il gusto di un pubblico più vasto».

Expo 2015 è stato per gli architetti una grande occasione di sperimentazione anche perché, nell’ambito di linee molto rigorose indicate a monte, è stato chiesto ai Paesi di interpretare il tema del cibo: c’è chi ha comunicato il messaggio in modo mediato e astratto, e chi invece ha fatto prevalere soluzioni figurate come è stato per il chicco di riso della Malesia o per il gigantesco cappello dei coltivatori thailandesi.

Accanto agli architetti sono scese in campo le società di ingegneria e le aziende, moltissime impegnate nella realizzazione di prodotti chiavi in mano. Tra i materiali, acciaio e legno la fanno da padrone. Si dice che una volta completato l’Expo ci sarà nell’area acciaio equivalente a 2,5 torri Eiffel; ma c’è anche molto legno scelto per comunicare i temi della natura e della sostenibilità. «Giappone, Francia e Cile si sono portate il legno dal proprio Paese – racconta Luisa Collina – il Giappone ha realizzato un’interessante parete (in mostra al Made Expo con un modello in scala 1:1) senza usare colla né chiodi. Francia e Spagna hanno realizzato i loro padiglioni con un telaio in legno. C’è anche molto bambù sia nel padiglione della Colombia che nell’allestimento del padiglione Vanke che è stato il primo ad essere consegnato».

Come tutte le esposizioni anche Expo 2015 sarà un grande parco tematico e prima di immergersi nelle scenografie e nei contenuti della manifestazione, il Made ha scelto di accendere un faro sui materiali e le scelte tecnologiche. Alla mostra si può imparare molto sui dettagli degli “scheletri” dei padiglioni che via via, nel cantiere vero, si stanno rivestendo con pelli di legno, vetro, ceramica, tessuto o anche con prati verdi.

Fonte: Il Sole 24 ore

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